Yoga e dolore cronico: quando le neuroscienze incontrano la pratica
Udine – Un dialogo tra medicina, neuroscienze e pratiche millenarie. È questo il filo conduttore dell’incontro “I benefici dello yoga nel dolore cronico”, svoltosi il 28 marzo presso l’Università degli Studi di Udine, che ha richiamato un pubblico numeroso e attento.
Organizzato dall’Università con il patrocinio dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale e la collaborazione di A.Ma.Re. FVG, l’evento ha offerto una lettura innovativa del dolore cronico: non più solo sintomo, ma vera e propria condizione complessa, da affrontare con approcci integrati.
Dal dolore “classico” al dolore del cervello
Ad aprire i lavori è stato il prof. Luca Quartuccio, direttore della Clinica Reumatologica ASUFC, che ha chiarito un punto fondamentale: non tutto il dolore è uguale. Accanto al dolore infiammatorio – legato a danno tissutale – esiste una componente sempre più rilevante, quella “nociplastica”, dove il problema non è nei tessuti ma nella modulazione centrale del dolore. Un cambio di paradigma importante: il dolore cronico diventa una “malattia del sistema nervoso”, che richiede strumenti nuovi, oltre ai farmaci.
Non solo farmaci: il ruolo delle terapie integrate
La dr.ssa Ginevra De Marchi ha approfondito proprio questo aspetto, sottolineando il valore crescente degli approcci non farmacologici nelle malattie reumatologiche. Movimento, consapevolezza corporea e gestione dello stress diventano parte integrante della cura.
Lo yoga visto con gli occhi delle neuroscienze
Il momento più innovativo è stato l’intervento del prof. Luca Chittaro, che ha portato il pubblico dentro un terreno affascinante: quello delle neuroscienze dello yoga. Lo yoga, tradizionalmente inteso come pratica di equilibrio mente-corpo, oggi trova conferme scientifiche sempre più solide. Studi di neuroimaging mostrano modificazioni reali nel cervello:
• maggiore regolazione emotiva (corteccia prefrontale)
• migliore consapevolezza corporea (insula)
• riduzione dello stress e dell’ansia (amigdala)
In altre parole: non è solo “rilassamento”, ma una vera riorganizzazione dei circuiti del dolore.
Tecnologia e yoga: un’alleanza inaspettata
Ancora più sorprendente è l’integrazione con tecnologie avanzate. Il team di ricerca dell’Università di Udine ha sviluppato sistemi di realtà virtuale e biofeedback che permettono al paziente di “vedere” e modulare in tempo reale i propri stati fisiologici.
I risultati preliminari sono promettenti: riduzione significativa del dolore, miglioramento della qualità di vita e alta adesione dei pazienti. Non semplice distrazione, ma apprendimento attivo di strategie di autoregolazione.
Dolore e sofferenza: due livelli diversi
Uno dei messaggi più forti emersi dall’incontro riguarda la distinzione tra dolore e sofferenza. Il dolore è il segnale. La sofferenza è la risposta emotiva.
Lo yoga agisce su entrambi i livelli:
sul corpo, modulando la percezione nocicettiva, sulla mente, riducendo ansia, paura e catastrofizzazione. Un passaggio cruciale per chi vive condizioni croniche come la fibromialgia.
Verso una medicina più integrata
A chiudere l’evento, la presidente di A.Ma.Re. FVG Marinella Monte ha ricordato il ruolo delle associazioni nel supporto ai pazienti, sottolineando l’importanza di percorsi condivisi tra sanità e comunità. La Presidente ha, inoltre, precisato le tante iniziative proposte ed organizzate dall’Associazione Malati Reumatici FVG.
Il messaggio finale è chiaro: il dolore cronico non è una condanna immutabile, ma una condizione modulabile. E oggi, grazie all’incontro tra clinica, neuroscienze e pratiche come lo yoga, si apre una prospettiva nuova: una medicina più integrata, più consapevole e – soprattutto – più vicina alla persona.
DOCUMENTI

Locandina dell'incontro








