CORSO SOSTEGNO PSICOLOGICO / Grazia Cardella – Psichiatra, psicoterapeuta
Il corso si rivolge a persone con malattia reumatologica cronica. E’ un percorso psicologico che integra teoria, esercizi pratici e condivisione di gruppo, fondato sull’approccio della Mentalizzazione (MBT). L’obiettivo centrale è imparare a capire come la malattia cambia mente e corpo e come risponderle senza perdere sé stessi.
Inizio corso: 1 ottobre 2026
Mente e corpo: un legame inseparabile (Incontri 1–2)
La malattia reumatologica agisce su entrambe le dimensioni: il dolore fisico deprime l’umore, mentre stress e ansia aumentano l’infiammazione e amplificano il dolore. La mentalizzazione è la capacità di ‘vedere se stessi dall’esterno e gli altri dall’interno’: strumento chiave per non perdersi nella malattia. La diagnosi divide la vita in ‘prima’ e ‘dopo’. Le fasi di adattamento (shock, rabbia, tristezza, accettazione) non sono lineari: flare e ricadute possono riattivarle.
Ansia, dolore e catastrofismo (Incontro 3)
L’imprevedibilità della malattia genera ipervigilanza somatica e ansia anticipatoria, che a loro volta peggiorano il dolore (circolo vizioso). I pensieri sono il predittore più forte di disabilità percepita: riconoscerli e osservarli senza giudizio è il primo passo per interrompere il circolo. Strumenti pratici: respirazione diaframmatica, ancoraggio al presente.
Depressione e lutto per la salute perduta (Incontro 4)
La malattia cronica porta a un lutto reale ma spesso invisibile: perdita del corpo sano, dei ruoli, dell’identità precedente. Distinguere tristezza adattiva (legata a eventi, passeggera) da depressione clinica (pervasiva, con anedonia) è fondamentale per sapere quando chiedere aiuto professionale. Aiutano: routine quotidiane, connessione sociale, movimento adattato, scrittura espressiva.
Identità corporea e immagine di sé (Incontro 5)
La malattia altera la relazione con il proprio corpo: da alleato a fonte di dolore e vergogna. La strada è mantenere identità multiple: coltivare ruoli e interessi ‘nonostante’ la malattia. Il gruppo terapeutico riduce la vergogna: sentirsi capiti normalizza l’esperienza.
Meccanismi di difesa (Incontro 6)
Negazione, razionalizzazione, proiezione e minimizzazione sono risposte automatiche all’angoscia: utili se flessibili, bloccanti se rigide. Mentalizzare le proprie difese significa chiedersi: ‘Mi sta aiutando o mi sta limitando?’
Strumenti terapeutici: MBT, Mindfulness, CBT (Incontro 7)
MBT (Terapia basata sulla Mentalizzazione): lavora sulla comprensione degli stati mentali propri e altrui, usando il gruppo come laboratorio. Mindfulness (MBSR): non elimina il dolore, ma cambia il rapporto con esso — ‘sento dolore’ vs ‘sono il dolore’. CBT per il dolore cronico e psicoeducazione completano il panorama degli approcci evidence-based.
Relazioni, comunicazione e famiglia (Incontro 8)
La malattia modifica dinamiche di coppia, familiari e lavorative. Accettare aiuto senza sentirsi un peso è una competenza da allenare. Comunicazione mentalizzata: usare il linguaggio delle emozioni, negoziare i ruoli, essere onesti con i curanti sui sintomi reali.
Resilienza, valori e coping (Incontro 9)
La resilienza non è non soffrire, ma saper attraversare le difficoltà e riorganizzarsi. Si allena flare dopo flare. I valori (a differenza degli obiettivi) restano stabili anche quando la malattia cambia i piani: agire in linea con essi dà senso di direzione. Strategie di coping adattivo: centrato sul significato, sociale, proattivo, focalizzato sulle emozioni.
Verso il futuro: un nuovo patto con sé stessi (Incontro 10)
Il percorso consolida strumenti pratici (respirazione, body scan, identificazione dei pensieri catastrofici, comunicazione assertiva) e nuove consapevolezze. Il ‘piano di manutenzione’ post-corso prevede pratiche quotidiane, segnali di allerta da riconoscere, connessioni da coltivare e indicazioni su quando cercare aiuto professionale.
Per info: info@malatireumaticifvg.org, tel: 0432 501182 / 331 2564312.
